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ASTAROTH (atto unico)
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Astaroth è un diavolo molto sensibile alle vicende umane e al canto dei grilli. Ha nostalgia dei rapporti con gli uomini e soffre per la solitudine cui è stato condannato per aver disobbedito.
E’ stato demandato a compiti di prima accoglienza delle anime, che dovranno essere smistate ai vari reparti in base al comportamento avuto durante la propria vita terrena. Tra un’anima e l’altra, dall’alto della roccia su cui è sito, ci racconta anche una storia esemplare e toccante, quella dell’angelo Malachia, suo stimato collega, che al tempo della ribellione fece la scelta opposta.
Astaroth è un atto unico, con qualche momento comico ma tremendamente serio, che ci rivela il pensiero dell’Autore sull’eterno tema della fede. La sua struttura è tale che, ne siamo convinti, anche chi ha idee diametralmente opposte sul medesimo tema, non può che rimanerne favorevolmente impressionato e giudicare l’opera tra quelle meglio riuscite di Benni. |
| Con |
| Astaroth |
Sebastiano Privitera  |
| Uomo |
Marco Alterio  |
| Ragazza |
Antonella Barbaro |
| Il Camionista |
Massimiliano Braghiroli |
| Il Poeta |
Davide Sanna |
| Donna |
Lucia Aldini  |
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LA MOGLIE DELL'EROE |
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L’apertura del sipario sorprende la donna intenta a stirare una giacca pluridecorata del marito, che vediamo sdraiato sul letto alle sue spalle. Trovandosi tutte quelle medaglie tra le mani, la signora ripercorre una parte della vita dell’eroico suo marito che l’ha vista, suo malgrado, spettatrice e, seppur di riflesso, partecipe. A casa sua, infatti, si sono svolte in passato parecchie riunioni in cui, con i suoi amici militari e civili, il marito decideva le sorti di un Paese e il destino degli avversari. Il tutto non senza una qualche digressione nella sfera dei rapporti coniugali finanche intimi.
Di solito sono i protagonisti della Storia ad interessare i vari soggetti che manipolano la cultura. In questo caso, però, la lente d’ingrandimento di Benni si è soffermata su un personaggio costretto a vivere all’ombra del probabile protagonista, con un colpo di scena finale che ne rivela l’incidenza determinante del suo destino. |
Monologo: Laura Portioli
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DOTTOR DIVAGO |
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Il pensiero di lui la sorprende in autostrada. E’ meglio fermarsi per evitare fatali distrazioni. Tanto più che il non riuscire a concludere un qualsiasi ragionamento, una qualsiasi azione per la sua cronica attitudine a divagare, è stata la causa prima della loro separazione. Anche adesso, che soffre maledettamente e spera di trovare una soluzione al suo dramma, il divagare le impedisce di porvi rimedio fino a che…
Un turbinio di sentimenti e stati d’animo che portano spesso la protagonista di questo monologo a sorprenderci e a farci riflettere su cose della vita di tutti i giorni apparentemente banali. |
| Monologo: Elisa Raimondi |
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IL SOGNO DEL MURATORE |
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Pino è uno di quei muratori meridionali come ce ne sono tanti in tutte le città, soprattutto al Nord. I suoi problemi sono quelli di tutti coloro che lavorano su delle impalcature, come dipendenti, e ad un primo ascolto superficiale ci appaiono scontati.
Ha fatto uno strano sogno, lo racconta e anche questo, se non adeguatamente approfondito, ci appare scontato. Ma così come un treno che viaggia monotono alla stessa velocità per lunghissimi tratti, attira la nostra attenzione non appena rallenta in prossimità di una stazione, è sufficiente focalizzare non più del dovuto la mente per accorgerci del messaggio Benniano che ci sta dietro.
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| Monologo: Leonardo Damato
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GRIMILDE |
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Grimilde è la regina – strega che a suo tempo attentò alla vita di Biancaneve, solo perché quest’ultima era la più bella del reame. Sono passati parecchi anni d’allora e non solo lei si è, naturalmente, invecchiata, ma sono cambiati anche i tempi. Così, al posto del vecchio specchio magico, ora le tocca interrogare un computer per verificare le varie classifiche in cui spera, se non di primeggiare, di essere almeno nel gruppo di testa.
Le riesce difficile anche preparare le pozioni magiche a causa della progressiva scomparsa di alcuni ingredienti basilari.
Un monologo ai confini tra la realtà e la fantasia dove Benni, sapientemente, ha saputo camuffare, a volte, la specificità di ognuna riuscendo a spacciare per fantasia ciò che, invece, è cruda realtà. |
| Monologo: Silvia Piccinini
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